Roberto Ballarin 18/08/2022
“Intellegere” deriva da “Intus Legere”, cioè leggere dentro. Così l’aggettivo “Intelligens” (“intelligente”) viene usato appunto per indicare un qualcosa di acuto, esperto, che dimostra competenza. Dall’altro lato “Iustus” significa “secondo diritto” (“Ius”), e viene usato per indicare che una cosa è particolarmente adatta, esatta, appropriata alla situazione. Parlare di una azione intelligente significa riferirsi in particolar modo alla intelligenza di chi la fa. Nel parlare di una azione giusta, invece si sposta l’attenzione su quanto quella cosa sia appropriata a quanto richiesto da quella situazione.
C’è parecchia differenza!
Quando parlando di una cosa, una azione, oppure di una attività si usa l’aggettivo “Intelligente”, implicitamente si pone l’accento sulla competenza di chi promuove o fa quella cosa o attività stessa. Dire “guarda che cosa intelligente” presuppone, sottintende fare un complimento a chi ha fatto quella cosa. Quando invece diciamo “questa cosa è quella giusta, che serviva qui, non ne servono altre e questa risolve tutto”, l’attenzione e l’enfasi è tutta rivolta alla situazione appropriata, adatta alle necessità del contesto, alla adeguatezza della soluzione posta in campo.
Facciamo due esempi: “Dieta biscotti” e “Reparto montaggio”.
Supponiamo che il mio problema sia che mangio troppe cose dolci, in particolare biscotti. Diciamo che 1 kg di biscotti al giorno è il nostro problema! 😊 La soluzione è ridurre la quantità di biscotti giornaliera, anzi portarla a zero sarebbe l’ottimale.
Approccio A: tengo a mente mille ragionamenti salutisti letti in internet per convincermi che è giusto fare la dieta; mi installo una app che calcola le calorie giornaliere; faccio un corso “coaching” per rafforzare la forza di volontà. In questo modo quando cerco i biscotti, li guardo e riflettendo con responsabilità vi rinuncio richiudendo la portina della credenza (soluzione INTELLIGENTE, legata a motivazioni intelligenti, a ragionamenti articolati sulla salute, all’uso di una app…).
Approccio B: quando vado a fare la spesa non compro più i biscotti senza pensare a nulla. A casa, quando la sera li desidero semplicemente non li trovo, e non potendo correre a quell’ora al supermercato ne resto senza. Punto. (Soluzione GIUSTA, pochi ragionamenti, niente app, meno stressante e più efficace).
In un reparto di montaggio ad isola, si perde un sacco di tempo a trovare quando serve il cacciavite a stella, con impugnatura grigia.
Approccio A: facciamo una procedura secondo cui ogni volta che abbiamo finito di usarlo va posizionato in un posto codificato con un sensore di presenza che mi aggiorna una app. Si tratta di una soluzione sicuramente INTELLIGENTE, ma un pò complicata da tenere aggiornata, con l’aggravio che la procedura deve essere spiegata agli addetti e bisogna vigilare che sia rispettata.
Approccio B: apportiamo del nastro catarifrangente arancione sul manico del cacciavite, in modo che si vede a colpo d’occhio dove è (soluzione più banale, ma GIUSTA).
Nel caso A facciamo molte cose complicate, tipo una procedura, una app. Ma non solo. Diventa molto oneroso la gestione nel tempo del tutto. Ogni persona nuova inserita deve essere addestrata alla procedura, all’uso dell’app. Poi va vigilata la giusta applicazione sul campo di tutto. Se poi cambia la posizione codificata del cacciavite per qualche motivo, bisogna aggiornare tutto il sistema con conseguente gestione delle nuove informazioni agli addetti. Infine c’è il fatto che il sensore potrebbe guastarsi o leggere male. Nel qual caso crea disorientamento peggiorativo a chi cerca il cacciavite.
Nel caso B ho una situazione meno precisa, ma intuitiva ed efficace. Non devo addestrare nessuno. Quando serve il cacciavite si vede lontano un miglio dov’è. Molto pratico e tiene risolto il problema di trovarlo 9 su 10, a costo zero. Non servono aggiornamenti e non serve vigilanza. E funziona bene. Lo scopo è ragionevolmente raggiunto.
Le soluzioni INTELLIGENTI nella vita servono, eccome! Rappresentano il progresso, lo spostare il limite in là. Sono il giusto stimolo per l’evoluzione della tecnica ed il miglioramento delle performance. Tuttavia in certe situazioni di problemi contingenti, concentrarsi a trovare soluzioni per forza “intelligenti” può rivelarsi inutilmente oneroso e con modesti risultati. Ci sono situazioni che fare la cosa GIUSTA permette di ottenere di più e con meno sforzo. E’ difficile dire quando ciò è possibile, ma è importante non precludere il nostro spazio d’azione da questa possibilità.
Non dobbiamo incanalarci nella convinzione che davanti ad un grosso problema sia possibile cercare solo una soluzione intelligente, complicata che magari faccia onore alle nostre capacità e competenze. Dobbiamo tenere la mente libera per valutare anche soluzioni semplici, che risultino più efficaci, meno costose e più sicure. Significa a volte fare passi indietro con umiltà, ammettere per esempio che l’idea di un operaio può essere migliore di quella degli ingegneri preposti. Capita spesso. Ed è ragionevole. Il know-how dell’operaio è prezioso e arriva da un punto di vista privilegiato.
Chi fa esperienza in Produzione sa che la Fabbrica è un organismo vivo, che va tenuto alimentato di “gestione” e “supervisione” continuamente. Meno cose complicate vi si intromettono, più è facile tenerne il controllo. I fattori di disturbo rispetto una programmazione della produzione ottimale sono all’ordine del giorno: ritardi da fornitori, assenteismo non previsto, fermi macchina, specifiche e date cambiate dai clienti all’ultimo minuto…. Intervenire in fabbrica con soluzioni più GIUSTE possibili e non necessariamente più INTELLIGENTI e complicate è un imperativo. Può risultare poco appariscente talvolta, ma molto efficace sempre!
Il vero problema è che serve umiltà ed esperienza. Una buona regola è che ogni cosa che ci si propone di cambiare in produzione a favore di una nostra iniziativa, è fondamentale prima chiedersi perché quella cosa oggi è così. Solo dopo aver compreso i motivi e tutte le implicazioni della situazione attuale, ha senso valutare il cambiamento da noi proposto per migliorare la situazione. Altrimenti potremmo avere spiacevoli sorprese, …non necessariamente subito, magari dopo una settimana, dopo un mese o addirittura dopo un anno. E in quel momento la nostra esclamazione sarà: “Non sapevo di questa implicazione… ora capisco perché prima era così!”.
A volte implementare soluzioni intelligenti che prevedono strumenti, attrezzature e sistemi complessi, significa aumentare la probabilità di inceppamenti, guasti e malfunzionamenti. Se la soluzione riesce ad essere giusta sufficientemente per gli scopi, con assenza di troppi dispositivi a supporto, si hanno vantaggi in termini di affidabilità e costanza nel tempo.
Pensiamo ad una lavatrice con controllo elettromeccanico (accesa, spenta, temperatura acqua, tempo ciclo, velocità cestello) ed una con una scheda elettronica e piena di sensori e 1000 programmi. Se devo installarla in una baita in alta montagna a 2.940 mt di altitudine, e mi accontento di programmi di lavaggio semplici, è parecchio preferibile installare la versione elettromeccanica. Indubbiamente significa meno probabilità di guasto, maggior semplicità di reperimento di ricambi e di intervento. Allo stesso modo un rivenditore di frigoriferi che opera in aree desertiche remote proporrà sempre frigoriferi senza elettronica spinta!
Quindi, in generale, una soluzione GIUSTA con meno cose che si possono rompere o che necessita di meno manutenzione, può sembrare meno intelligente (nel senso di meno sofisticata e performante) ma spesso è più vincente.
Risolvere situazioni con soluzioni che hanno bisogno di molta supervisione nel tempo non è l’ideale. Ci si potrebbe dimenticare di fare quanto è programmato. Oppure potrebbero cambiare le persone preposte che erano state debitamente addestrate.
In certe strutture turistiche il personale è stagionale (elevato turn-over) e potrebbe essere di lingua diversa rispetto quella locale. Quindi in queste situazioni un idoneo addestramento risulta veramente difficile da garantire. Analoghe circostanze si verificano in fabbrica, con gradi più o meno marcati.
Per questi motivi è intuitivo pensare quanto nei reparti produttivi sia utile evitare quanto possibile la necessità di “supervisione su attrezzature e processi” da parte degli addetti ai lavori. E quando è inevitabile, bisogna fare in modo che ci siano dei sistemi ridondanti di verifica in caso di dimenticanza o disattenzione. In fabbrica le soluzioni adottate devono essere intuitive e possibilmente non richiedere procedure complesse. Spesso infatti, a fianco di bindelli con codici a barre (pur necessari e utili) si vedono nei reparti cartellini colorati per aiutare a distinguere le priorità delle commesse con un colpo d’occhio. Oppure si creano apposite aree per i materiali non completati per mancanza componenti, in modo che siano facilmente sotto controllo al di là delle info leggibili a sistema.
Abbiamo detto all’inizio dell’articolo che l’aggettivo INTELLIGENTE indica un qualcosa di acuto, esperto, che dimostra competenza. Vien da sé che trovare una soluzione intelligente porti a pensare a qualcosa di particolarmente elaborato che va spiegato bene e in dettaglio.
Dall’altro lato GIUSTO viene usato per indicare che una cosa è particolarmente adatta, esatta, appropriata alla situazione. E’ plausibile che si tratti di una cosa che parla da sola, intuitiva, per la quale servono poche spiegazioni se non addirittura nessuna. L’ideale!
Quando è possibile e può bastare, è sempre auspicabile fare la cosa GIUSTA (umile ma efficace) piuttosto che una INTELLIGENTE (più sofisticata ed appariscente). Facciamo quelle intelligenti solo quando quelle giuste e semplici proprio non arrivano! Tutto ciò, come detto, è particolarmente vero in un ambiente di produzione, in una fabbrica.
Di fronte ad un problema nei processi in fabbrica è importante trovare una soluzione valida anche senza la condizione che un milione di altre cose devono funzionare perfettamente. Dobbiamo evitare la frase: ”questa soluzione funziona a patto che tutto il resto sia perfetto”. Sappiamo che nella realtà capita l’esatto opposto: c’è sempre un intoppo da qualche parte. La soluzione resta utilizzabile nella misura in cui non dipenda da altri sistemi e/o condizioni, o ne dipenda ragionevolmente poco. L’interdipendenza dei processi in un sistema produttivo è intrinseca per natura. Le buone soluzioni tengono sotto controllo l’interdipendenza quanto basta per non farla diventare troppo critica. Inoltre devo permettere una certa flessibilità davanti all’imprevisto. Una eccessiva rigidità potrebbe portare a continui blocchi fino a dover intervenire con bypass più o meno perenni.
È come quando un dispositivo di sicurezza, puntando alla situazione sicura al 100% e impedendo di fatto tutte le lavorazioni, porta alla decisione di escluderlo del tutto. Non va bene. Va evitato.
Una soluzione GIUSTA minimizza la criticità derivante dalla interdipendenza col contesto. E permette una ragionevole flessibilità.
Le presse per piegare lamiere erano fino a qualche anno fa azionate mediante pistoni idraulici ad olio. Ma ogni tanto bisognava rabboccare l’olio e sostituirlo. Un disturbo non da poco! Oggi i migliori costruttori propongono presse piegatrici di nuova generazione “elettriche”, spiegando il grandissimo vantaggio che non c’è più bisogno di ricordarsi di rabboccare l’olio o di sostituirlo in quanto gli azionamenti non sono più a pistone idraulico.
Altro esempio. Le friggitrici tradizionali necessitano la sostituzione dell’olio alimentare ogni tot fritture. Ecco che ci propongono le friggitrici ad aria oppure le patatine fritte da fare al forno. Tutto per evitare la manutenzione dell’olio e dover pulire la vasca di frittura.
Non avere bisogno di fare manutenzione, in genere semplifica di molto tutto con notevoli benefici. Per esempio comporta una minor complessità gestionale e una più bassa probabilità di fare errori o dimenticanze. Di conseguenza permette all’utilizzatore un maggior focus sul proprio business o su altro di interesse.
Da neolaureato ho avuto la fortuna di lavorare subito in una fabbrica con 300 operai in produzione. Occupandomi di ingegneria di processo, dovevo quotidianamente studiare soluzioni per migliorare le prestazioni produttive dei reparti. L’entusiasmo iniziale ti porta ad usare la tua intelligenza e le conoscenze accademiche acquisite per trovare soluzioni innovative. La prima sensazione è che tu, nuovo arrivato, sappia suggerire soluzioni cui gli altri non hanno saputo pensare! 😊 Sicuro che è cosi! 😊
Dopo qualche piccola smusata ho cominciato a nutrire qualche dubbio 😊, e ho notato che anche gli altri sanno pensare come me (a volte anche meglio!), ma soprattutto avevano in più l’esperienza. Per esempio loro sapevano cosa capita in certe situazioni che io semplicemente non avevo ancora avuto modo di vedere.
Così piano piano mi sono costruito la regola per cui in fabbrica si applica una variazione solo dopo aver compreso bene tutti i motivi della situazione attuale. Per esempio, prima di spostare una saldatrice TIG dalla posizione storica A a quella nuova B, si deve avere chiari tutti i motivi che hanno portato a metterla inizialmente nella posizione A. E questo si fa intervistando, osservando, aspettando qualche tempo prima di agire.
Quindi la lezione è stata: prima di intervenire a cambiare in fabbrica, bisogna aver capito bene lo stato dell’arte e i motivi storici che hanno portato ad esso.
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